Villa Edvige Garagnani, Via Masini 11 a Zola Predosa

Tel. + 39 366 8982707 - info@visitcollibolognesi.it

Lunedì-Mercoledì-Giovedì e Venerdì 9.00-13.00 e 14.00-18.00 / Sabato 9.00-13

Sapori di confine

Al confine dell territorio dei Colli Bolognesi con le province modenesi, si possono assaggiare altri prodotti tipici imperdibili.

Dal famoso aceto di Modena alla semisconosciuta torta vignolese

cherry-2554364_960_720.jpg

Ciliegie di Vignola

La ciliegia di Vignola è un prodotto a Indicazione geografica protetta (IGP).
Con questa denominazione si comprendono diverse varietà cerasicole fra cui, ad esempio, la Mora di Vignola (detta anche Moretta) ed il Durone nero di Vignola. La ciliegia di Vignola viene coltivata nei comuni pedemontani (dai 30 ai 950 metri s.l.m.) del bacino del fiume Panaro, tra le province di Modena e Bologna.
A Vignola il momento della fioritura viene vissuto come una ricorrenza importante e come tale si festeggia, anche con carri allegorici, manifestazioni folcroristiche e culturali.

barozzi-2.jpg

Torta Barozzi

La torta Barozzi è uno storico dolce di Vignola. Venne creata, col nome di "torta nera", alla fine del XIX secolo da Eugenio Gollini, il quale nel 1887 aveva aperto una pasticceria nel cuore della cittadina modenese[ (ancora presente).
Nel 1907, durante il quarto centenario della nascita di Jacopo Barozzi, detto "il Vignola", venne ribattezzata in "Pasta Barozzi", che divenne in seguito "Torta Barozzi".
Nel 1948 il nome della "Torta Barozzi" venne registrato come nome e marchio   dal  nipote dell'inventore. La ricetta originale di questo dolce storico ( che consiste in una sapiente proporzione di arachidi, mandorle, cacao e caffè) rimane segreta come il suo metodo di preparazione, per quanto siano numerose le imitazioni nel territorio e non solo.

aceto-balsamico.jpg

Aceto  di Modena

L'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena (ABTM) è un condimento tradizionale della cucina emiliana prodotto con mosti cotti d'uve provenienti esclusivamente dalla province di Modena fermentati, acetificati ed in seguito invecchiati per almeno dodici anni.
Prodotto fra i più apprezzati della cucina italiana, dal 2000 è tutelato dal marchio di denominazione di origine protetta (DOP), insieme all' Aceto Balsamico tradizionale di Reggio Emilia.
Il processo di trasformazione dei mosti può avvenire solo nelle particolari condizioni ambientali e climatiche e solo nel territorio delle due provincie emiliane. Per queste ragioni non può essere ottenuto con lavorazioni industriali o su larga scala, per cui la sua la produzione è molto limitata e il prezzo piuttosto elevato.
Pur affondando le proprie radici, probabilmente, già in età romana, la sua produzione è documentata a partire dal 1046.Fu molto apprezzato nel rinascimento dagli estensi, che lo fecero conoscere all'alta aristocrazia e a numerosi regnanti.
Non è da confondersi con l'Aceto Balsamico di Modena  che è invece un prodotto a a Indicazione geografica protetta (IGP) dal 2009.
Composto con differenti proporzioni di ingredienti  e secondo metodi diversi, meno rigidi e più adatti alla produzione anche su scala industriale.